sabato 2 marzo 2013

mi riempie gli occhi di sale questo pensiero notturno.
mi aggrappo con le unghie a ogni ultimo brandello consolatorio.
tutto si allontana da me e non riesco ad afferrarlo più.
piccola e sperduta in un oceano oscuro e turbolento.
io non sento più il suono delle mie parole.
ogni cosa che faccio perde senso.
l'abbraccio, il libro, il diario cartaceo, sorridere di getto.
non sento motivi per essere ciò che ero.
pesante e schiacciata sul pavimento con l'incudine che mi opprime il petto.
dio che menagrama!
chi vorrà leggere le tue parole insignificanti e così poco divertenti?
fai la disinvolta, cazzo.
agita i riccioli ramati al sole.
non vedo il sole, oh notte senza stelle.
non riesco a muovermi, l'oceano si è fatto denso denso denso e nero.
non riesco a voltarmi indietro o a procedere oltre.
qualcuno mi spieghi come si fa a dimenticare questo senso di oppressione.
qualcuno mi dica come si fa ad allontanare questo senso si sconfitta perenne.
mi riempie gli occhi di sale questo pensiero notturno.

1 commento:

Fabio ha detto...

Sono tutt'altro che insignificanti le tue parole, trovo, anzi, nel significante, molteplici significati...e mi diverte "leggere" le immagini che riesci a creare con la tua scrittura diretta, mai autoindulgente, magari propio per questo dolorosa, ma non priva d'ironia.