giovedì 7 novembre 2013


State bene, dormite insieme, parlate molto.
"Tu sei la sola persona con cui mi sento sereno."
"Quando vai via è come se andasse via un pezzo di me. E mi viene subito da piangere."

Vivete a 800 km di distanza.
Eppure tu ci credi.
Lui è più piccolo, pieno di paturnie e sonnolento.
Spalle larghe e vita da pallannuoto.
I capelli ricci e lunghi li porta sempre legati sulla nuca.

Quando poi decide di chiudere, non te lo dice.
Lui lascia che sia tu a dirgli che non può trattarti così.
Non può smettere di botto di parlarti, o di chiamarti. Non può.
E deve dirtelo nei denti.
Ma c'è che lui ha una donna nella testa. Una donna con cui non sta più. 
Una donna che ha mollato quando stava male.
E tu smetti di essere quello che eri.
Diventi un ostacolo.
Lui non ti parla.
E sei tu che devi dirglielo. Dirgli che non può trattarti così.

Di lì, scompare.
Tu lo cerchi.
Lui non può stare con nessuno perchè non sta bene con se stesso.
Sì, certo.
Le fiabe si raccontano ai bambini.
E tu non sei bambina da molto.


Quando tu torni nella sua città lui non si fa vedere.
Ti chiama però.
"Non me la sento"
Sei tu che mi hai allontanata. Cosa non ti senti?
"Ti ho trattata male. Scappo da te da un mese."
Me ne ero accorta. Ma se non hai nessun problema con me perchè ti neghi così?
Non puoi rispondere alle mie domande?
Di cosa hai paura?
Lui ha paura che ci provi con lui.
Così pare.
Presuntuoso.
E poi...hai paura di scopare con me?
Sono così pericolosa?
Continuo a non capire.
O forse ho capito molto bene ma non posso crederci.
Non posso credere che valga così poco.

Mi bastava che mi dicesse guardandomi in faccia ciò che pensa.
Sinceramente, ora, più che credere di aver fatto un gran buco nell'acqua non posso.




(Eppure mi sento così vacua senza quel contatto...e non so come si faccia...)



Ecco, siori e siore: lo sfogatoio!

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