sabato 4 maggio 2013

metti caso, per assurdo

metti caso che io stia tornando a casa dopo un amaro con due amici.
metti caso che io sia in auto e che passando da piazza d. io veda un uomo.
metti caso che quell'uomo sia tu, con la maglietta scura con un disegno rosso e la giacca.
metti caso che io ti veda e che il mio sorriso si spenga mentre desidero fare inversione per vedere se sei proprio tu.
metti caso che tu stia ridendo.
metti caso che tu stia bene, fra amici e donna bellissima e innamorata.
metti caso che...
e poi forse non sei tu.
e metti caso che torni a casa col desiderio di scriverti e che mentre inizio a scrivere mi arrivi un messaggio di buonanotte.
metti caso che sia la tua buonanotte.
metti caso che ora tu desideri scendere da casa tua, come sei, magari in pigiama e metti caso che tu mi trovi lì sotto, nella macchina rossa, col finestrino abbassato, sorridente, con i capelli sciolti e addosso una maglietta nera e un paio di jeans e sandali con i tacchi.
metti caso che una voce dolcissima venga fuori dallo stereo.
tu, cosa decideresti?


buonanotte, ovunque tu sia, con chiunque.
(ma io so bene dove e con chi sei)

domenica 28 aprile 2013

Clockwork Mandarine

Ci sono periodi in cui una canzone ti massacra e ti dilania.
E' un continuo martirio di parole e melodia.
Allora c'è un solo antidoto. Le ascolto 10, 100, 1000 volte al giorno.
Come farebbero degli zelanti funzionari statali col buon vecchio Drugo.
La ascolto fino a farle perdere il senso.
La maggior parte delle volte mi riesce.
Sta volta ancora no.






ci riprovo...
 http://www.youtube.com/watch?v=ZtZ1TK1Sfpg

martedì 23 aprile 2013

Un bel casino

Non è giusto...
Mano di uomo
nell'ansa del mio fianco,
determinata poesia.
Non è giusto...
I polsi bloccati
da un gesto improvviso,
perdita dei sensi.
Non è giusto...
Respiro caldo
sul collo disteso,
fluido cadere.
Non è giusto...
Parole soffiate
sulle tempie pulsanti,
follia inebriante.
Non è giusto...
Mi cinge con forza
avvolgendomi di parole,
ubriachezza sensuale.
"Posso chiamarti?"
Non è giusto...
"Ti rendo triste..."
Non è...
"Sei bellissima."
Non...
"Ho fatto un gran casino..."




E vorrei cancellare tutto, fingere di nulla, pensare che sia meglio così...
Quando non scrivo per un po', poi mi sento in colpa.
Non resta traccia dei pensieri. Svanisco. Scompaio.
Scompari, luce mia.
Oggi sento un vuoto. E mi chiedo se questo vuoto non sia tu.
Non frana la terra sotto i piedi, non crolla il cielo eppure manchi.
E sei proprio tu.

giovedì 21 marzo 2013

Qui non è Hollywood...

I bambini giocano per strada a piedi nudi.
Le ragazzine dimostrano di valere qualcosa donandosi silenziose.
La mamma di Daniele lo guarda ritornale dagli spiragli della serranda abbassata perchè ha paura della vita.
Paolo lo hanno lasciato in questura per una notte, da solo, per paura che avesse "toccato" il fratello.
Ma Paolo ha 12 anni e lui "certe cose non le faccio, mamma, ti prego..."
Spinacio la mamma lo chiama b"astard'fighijd'pattan" e  lui lo sa molto bene.
Sul pullman i ragazzini si fanno le canne e i rom "puzzano di merda".
I ragazzi africani fanno sedere le vecchie signore che li insultano a bocca spalancata.
Il papà di Elio è appena "uscito" e lui è felice anche se per un po' dovranno stare in casa perchè "papà ha i domiciliari" ma poi non ti sa spiegare che significa.
E intanto Vito, Luca e Silvia le prendono da papà che beve un po' troppo e la mamma non si sa come si spiega ai propri figli che non c'è da mangiare nulla perchè i soldi della spesa lui se li è giocati alle macchinette. E il pranzo è servito!
Ma tanto tutti già lo sanno.
Lo sanno che qui, qui non è Hollywood.

venerdì 8 marzo 2013

due persone qualunque

Le dice che la ama, che vuol stare con lei.
Lei gli dice che non può, ama un altro.
Ma lui è il suo pensiero ricorrente da 10 anni e non può ignorarlo.
Poi lui la ignora, stizzito.
Lei lo cerca e lo ricerca ma lui continua a non rispondere.
Poi si rivedono e stanno così bene.
Ma lei non può e lui vuole.
E allora, nonostante, tutto si separano ancora sapendo cosa si stanno perdendo.
Poi, un giorno freddo freddo, in una città grigia grigia, si ritrovarono e chiusero fuori dalla porta tutto ciò che non era “noi”.
Ma fu un errore.
Tutte le parole dette svanirono.
Lui svanì.
E lei capì.
Aveva così poca volontà, così poco senso della realtà oltre quella porta.
E si pentì amaramente di aver creduto possibile.
“Ho paura. È troppo complicato. E io sono impreparato.”
Eh no, è troppo facile adesso, pensò lei.
E chiuse la porta.
E sta volta rimase fuori anche lei.
E lui si fece fotografare con la sua biondinaocchiazzurrigrandigrandi.
E ognuno fu al suo posto.





 
(e lui, dopo mesi. “come va?” come se nulla fosse. E lei ebbe paura. Ma non rispose.
La dignità era ancora strenuamente incollata al suo culo.)
http://www.youtube.com/watch?v=ajQKIj_G6tU

sabato 2 marzo 2013

di chi è la colpa?

Troppo facile fare una dichiarazione d'amore fra i fumi di una litrata di vodka di pessima qualità.
La colpa non è mai nostra.
Buonanotte.


E spegni la luce, porca miseria!
mi riempie gli occhi di sale questo pensiero notturno.
mi aggrappo con le unghie a ogni ultimo brandello consolatorio.
tutto si allontana da me e non riesco ad afferrarlo più.
piccola e sperduta in un oceano oscuro e turbolento.
io non sento più il suono delle mie parole.
ogni cosa che faccio perde senso.
l'abbraccio, il libro, il diario cartaceo, sorridere di getto.
non sento motivi per essere ciò che ero.
pesante e schiacciata sul pavimento con l'incudine che mi opprime il petto.
dio che menagrama!
chi vorrà leggere le tue parole insignificanti e così poco divertenti?
fai la disinvolta, cazzo.
agita i riccioli ramati al sole.
non vedo il sole, oh notte senza stelle.
non riesco a muovermi, l'oceano si è fatto denso denso denso e nero.
non riesco a voltarmi indietro o a procedere oltre.
qualcuno mi spieghi come si fa a dimenticare questo senso di oppressione.
qualcuno mi dica come si fa ad allontanare questo senso si sconfitta perenne.
mi riempie gli occhi di sale questo pensiero notturno.