domenica 22 novembre 2009

Sai che c'è?
C'è che c'è un motivo se non fa male lasciarsi in quella squallida stazione maleodorante.
Ed è piuttosto semplice (ma non comune).
Perchè noi lo sappiamo (e ci crediamo) che la prossima volta, in quel luogo che non ci rappresenta nemmeno un po', ci sarà ancora il nostro Qualcuno ad aspettarci.
Ancora una volta.
Ancora (più o meno!) puntuale.
Ancora con la calda coperta azzurra in gesto d'accoglienza.
Questa volta non abbiamo paura che Qualcuno scappi, o ci ferisca, o ci ammazzi di indifferenza.
Questa volta sappiamo che è autentico, trasparente, limpido ciò che abbiamo attorno e dentro.
Sta volta è nostro.
Sta volta non abbiamo da chiedere ma solo da dare.
Non elemosiniamo gesti o sguardi.
Non dobbiamo giustificarci di quel che siamo.
Non dobbiamo temere per ciò che siamo.
No.
Abbiamo noi stessi, e basta.
Questo basta.



un bacio, Amore mio.
e un fazzoletto bianco che sventola dal finestrino.
Ancora una volta.
Fino alla prossima volta.

giovedì 12 novembre 2009

La tua mano nodosa,
il tuo polso sottile e fermo,
le tue tempie,
traslucide come petali di rose,
i tuoi occhi, verdi e implacabili
come sirene altezzose
la tua rabbia sociale e intima,
la tua sete di sapere dove
si spinge l'animo umano,
il corso dei fiumi che ti pulsa sottopelle_
Per tutto questo, bambino,
io ti venero
come un dio cangiante
e innevato
odoroso di montagna_

ogni tanto, allo specchio

Ogni tanto, datti pace.
Sembra che tu stia lì a farti del male volontariamente.
Ma l'adolescenza è finita da un pezzo, e l'autolesionismo lo curano con gli psicofarmaci dopo i 20 anni.

Ogni tanto, respira.
Smettila di trattenerti dentro il mondo come se fosse meglio così per il mondo stesso.
Credimi, sei un essere umano come tutti gli altri.
Comune, banale a volte.
Quindi non avere la pretesa di conoscere tutto, di poter salvare chi ti sta vicino.
Non puoi farlo, nemmeno da te stesso.

Ogni tanto, prenditi in giro.
Serve, sai?
Continui a guardarti come se fossi un dio dell'ascesi, e non capisci di essere solo un'altra povera anima in pena.
Aspetti la manna dal cielo ma non sei nel deserto e soprattutto non sei il popolo eletto di nessun dio.
Sei uno come tanti.
Come troppi.

Ogni tanto, guardati allo specchio.
Forse ti aiuterebbe a ridimensionare l'ego, a vederti per ciò che sei: a volte piccolo e meschino, altre liscio e docile come un angellino. Spesso crudele come ogni uomo, o spaurito come una donna senza dote.
Se tu sapessi vedere la faccia che hai quando ti senti migliore degli altri.
Ah!

Ogni tanto, rilassati.
Se pieghi le braccia il cielo resta su. Non sei una colonna di Ercole.
E ogni tanto, forse, prenditi le colpe e le responsabilità che davvero sono tue.
Perchè quello che fai ha conseguenze, e non sull'universo, ma su chi hai attorno.

Ogni tanto, scendi dal piedistallo.
Non sei meglio di nessuno. Non hai più cervello, o più fascino, o più colori.
Sei miseramente come tutti noi, carne al macello che cerca di emergere e star al passo con se stessa. Sei miseramente uno come noi.
Non serve sbattere le ciglia e credere di farla franca. Prima o poi tutti si accorgono della nostra piccolezza. E se la celi, come sai fare tanto bene, resterai sempre una delusione per chi ti incontra.



Ogni tanto, datti pace.

e fai un favore al mondo.

giovedì 1 ottobre 2009

Ironia

monitorizzi i miei movimenti...
controlli la mia pagina personale, come se ne avess il diritto...
eppure non mi parli...
lasci messaggini innocui sparsi qua e là, pensando forse che mi faccia piacere, o che mi vincoli a te...
basta! non hai nemmeno provato a starmi accanto...
ti sei preso l'entusiasmo, la passione, la cura e hai completamente sotterrato tutto il resto, schiacciato da problemi posticci...
Non sono una persona che può essere trattata con approssimazione...dopotutto meritavo almeno un po' di coraggio...meritavo una parola in più, una spiegazione sincera...
Andiamo oltre...
Andiamo oltre...
Sono oltre...

Senza ironia non posso vivere.





venerdì 18 settembre 2009

sorridendo...

Forse sono io che non capisco...
O forse sei tu che ti lasci sfuggire il senso di tutto questo...
Perchè spesso non è visibile agli occhi il senso di tutto quello che vive attorno a noi.
Forse tu non riesci a vederlo. forse lo vedi ma non riesci a decifrarlo. O non vuoi.
O magari è solo una sfida per te.
Quanto riesci a resistere. Quanto riesci ad avvicinarti al fuoco senza bruciarti.
O sei già bruciato.
Come me.
E hai una paura fottuta del fuoco.
E sta volta ci sono carne, pelle, sangue e un profumo inebriante che avvolge tutto.
E un abbraccio lungo una vita. Sottile sottile, che forse si spezza.
E pesante e spesso, tanto da tenerci inchiodati al terreno.
Io ho il controllo. E tengo le briglie.
Perchè tutto questo non galoppi oltre.
Ed è facile che lo faccia.
E' facile perchè questo profumo non va via con una doccia.
E' un profumo che resta, si infila fra le pieghe del tuo corpo e ti sussurra continuamente che c'è qualcosa che non capisci.
E' un profumo intenso, caldo, familiare eppure esotico. Particolare.
E' un profumo al quale non c'è un antidoto.
Lo possiamo cercare, ma non lo troveremo. E lo sai.




Siamo noi stessi insieme.
E questo non è un bene.
No.
Non lo è.

giovedì 10 settembre 2009

suono di voce distante.
distante.
afferrata ad un suono come fossegià notte, già strada.
ma la strada s'annoda, s'inceppa,
come il tratto di vita che dividicon me. con me.
questione di spazio, questione di dita, fegato e sangue.
mi appallottolo distratta,
ciglia lunghe e parole secche,
zittazitta che sembro una lama,
fra la sua quarta e quinta costola.
e quando respiro mi sente, si chemi sente. è solo distratto il ragazzo.
poi si scompiglia i capelli,sospira profondo e liscia la lama.
la lama sono io.
e non riconosco più il mio odore
dal suo. il suo mai sentito.
siamo due folli.
compagni di sbronze.
che poi vai a capire, tu.

lunedì 7 settembre 2009

sta sera c'è la luna calante.
Eppure è tonda tonda, panciuta e luminosa con i suoi crateri come buchi nel formaggio.
Il cielo è scuro, eppure luminosissimo e avvolgente.
Ci vorrebbe una passeggiata sul mare. O in campagna, fra gli ulivi magici e annodati della puglia. E un bicchiere di vino.
Sarà perchè in queste notti così io divento languida e un po' sognante, irretita dall'odore dell'autunno che si avvicina e che manda il suo vento ad annunciarlo, ululando.
Mi piace guardare il cielo, e le luci della città che vive di vita propria.
Questa estate è stata molto particolare.
Forse perchè è l'ultima da studentessa, in questo limbo post-laurea.
E ora che ho mandato i curricula verso torino, dove sono quasi certa che finirò presto a vivere, sento che anche questa tappa è finita. Questa estate così particolare è finita.
E non è che sia particolare perchè straordinaria, o ancora incredibile.
E' stata bella perchè vissuta intensamente.
Mi è piaciuto prendere la mia tenda e andare sul mare a cercare la vita.
E l'ho trovata.
Mi sono sentita viva, istintiva.
E non è che sia una cosa che do per scontata.
Qualche tempo fa mi preoccupavo di aver perso le emozioni.
Si, perse.
E non solo quelle belle. Tutte.
Perchè se conosci persone, cammini per il mondo, giochi, baci, senti sapori e odori nuovi eppure senti tutto scivolarti addosso, allora non puoi che preoccuparti.
Almeno per me è così.
Perchè io amo le persone appassionate ed entusiaste. Perchè lo sguardo curioso e innamorato della vita è il solo strumento possibile per stare a galla con dignità.
E io sentivo di averlo perso. E avevo paura.
Poi, come si ritrovano i bottoni al cambio di stagione nelle tasche delle giacche conservate, rieccole.
In una voce al telefono, in una cena cucinata solo per me, in un bacio dolce, nelle risate facendo l'amore, in un insensato tenersi per mano.
In un qualcosa di sfacciato che non avrei mai pensato di poter provare.
Io, che sono razionale ed equilibrata di solito.
e per di più con un uomo col quale non avevo nulla in comune.
Ho trovato la nostalgia blu, la passione sanguigna, la gioia giallissima, la condivisione verde smeraldo e la fiducia, trasparente come il cristallo.
E ancora non ho capito che cosa è successo, perchè ha deciso di sparire.
Perchè tutto quel ridere appena svegli, quell'accoccolarsi sul divano, quell'assaggiare sapori nuovi e variopinti non adasse più bene.
Io ancora me lo chiedo, cosa sia successo.
Non ho il coraggio di chiederlo a Lui. Forse non lo voglio sapere.
E so anche che è meglio che sia andata così.
Ma ciò che fa male è ancora una volta il tradimento.
Il tradimento della mia idea di lui, che speravo fosse un cavaliere dall'armatura scintillante.
E se ripenso ai suoi crucci sulla mia età, troppo piccola.
Alla fine mi sono ritrovata a pensarlo piccino piccino. Spaurito. E senza coraggio.
Ma è di certo anche a lui che devo la mia estate vitale.
Perchè senza le emozioni, non sarebbe stata così.
La mia estate è iniziata con un tradimento nero e doloroso.
E sta finendo con una rinascita. Ancora una volta.
Improvvisamente sono forte delle mie emozioni. Consapevole e pronta a vivere intensamente quello che viene. Sono ricca. Probabilmente più di lui adesso.
E questo, in qualche modo, mi fa sentire fortunata.
Ecco...qualcosa di me...
non rileggo quello che ho scritto volutamente, per cui mi si perdoni se ci sono delle incongruenze.
Non rileggo perchè se lo facessi probabilmente cancellerei buona parte di quello che ho scritto.
Ma non mi va di censurare o rendere più ordinati i miei pensieri.





Doveroso grazie a M., che mi ha restituito un pezzetto di me in quest'estate.
Grazie. davvero.
un incontro speciale.
sopratutto per me stessa.

domenica 23 agosto 2009


ultime stille di vita passata...

ora si parte da zero...

anzi, ricomincio da 3...

la prima cosa che tengo sono i miei ricordi, i miei errori, i miei insegnamenti...il passato...perchè dimenticare ciò che si è stati è sempre un male...

si può superare, si può mitigare, ma il passato è un bagaglio che non si può dimenticare...mai...in nessun luogo...

la seconda cosa che serbo è l'entusiasmo...la passione vera...

si tratta di un'altra cosa a cui non posso rinunciare...un qualcosa che mi serve per ripartire...per reinventare la vita, il tempo, la strada...

per aver coraggio, per aver fiducia...per ritrovar fiducia...

la terza cosa sono io.

Io, con tutti i miei difetti, le mie imperfezioni, i miei nei sparsi, disordinati, complicati...

Io e il mio odore, le mie fisime, i miei scleri quotidiani...

Io, che non piaccio a molti, sto sul cazzo ad altri, e qualche volta sono perfino simpatica...

Io, che rompo le palle, che sono orgogliosa, timida, eccentrica, irritante, irritabile...

Io...senza se, senza ma...

Io...nonostante tutto mi servo per ricostruirmi. A partire da me.



Si, io ricomincio da 3.